Ci sono dei momenti nella vita, in cui tutto pare fermarsi. Tutto ciò che è stato fino a quel momento subisce uno stop, forzato, imprevisto, scioccante. Non sto pensando ad accadimenti straordinariamente belli, che pure sono capaci di ribaltarci e creare una discontinuità forte con il passato. Mi riferisco piuttosto a quelle situazioni in cui ci arriva una brutta notizia, sulla quale non abbiamo alcun controllo, che semplicemente scuote la nostra esistenza nel profondo e la lascia senza fiato.

È proprio questo quello che accade nel corpo, sentiamo un vuoto, un vuoto d’aria e di ossigeno, un battito irregolare e rallentato, una fiamma che brucia in gola e cancella ogni parola, i muscoli si fermano e non riusciamo a compiere alcuna azione.

“Un attimo prima tutto scorreva dentro a una routine, tanto noiosa quanto rassicurante e, un attimo dopo, una voragine o una barriera insormontabile interrompe il flusso della nostra vita”.

 

Ma cosa succede?

Le situazioni possono essere molte:

  • ci informano che abbiamo una malattia
  • la persona che amiamo ci lascia
  • perdiamo il lavoro
  • scopriamo qualcosa di incredibile su una persona a noi cara
  • la morte ci porta via qualcuno improvvisamente
  • il nostro partner ci mette le mani addosso
  • dobbiamo partire nostro malgrado
  • rimaniamo senza soldi o senza casa o senza macchina, da un giorno all’altro
  • il nostro più caro amico ci tradisce
  • subiamo un incidente, un trauma, un abuso
  • nostro figlio che fino all’altro giorno si faceva coccolare ogni due per tre, di colpo ci sbatte fuori dalla sua camera e ci manda a quel paese accusandoci di essere i peggiori genitori possibili

 

Qualcuno penserà che si tratti di avvenimenti eccezionali, per i quali occorre avere una certa dose di sfortuna. Qualcuno avrà già abbandonato la lettura di questo articolo, magari con un gesto scaramantico. Ma sono sicura che molti di voi si saranno riconosciuti in almeno una di queste situazioni. Personalmente non mi bastano le dita di una mano e chissà quali altri esempi potrete aggiungere voi.

 

Beh, in queste circostanze, il nostro corpo va in modalità “freezing”, congelamento, blocco. Il cervello per un attimo pensa che non ci sia possibilità di salvezza e il nostro organismo risponde immobilizzandosi, congelandosi. Può durare qualche secondo o anche mezz’ora. L’emozione che arriva è la paura, che fisiologicamente attiva l’amigdala, un nucleo del sistema limbico che funge da sistema di allarme nel cervello.

Di fronte alla paura il nostro corpo risponde con l’attacco, la fuga o il congelamento. Risposte che si sono evolute in senso adattivo ma che, talvolta, possono trasformarsi in veri e propri ostacoli. Vediamo come la mindfulness possa aiutarci se il nostro organismo è rimasto paralizzato dall’evento traumatico.

La mindfulness può aiutarci in queste situazioni?

Certamente, attivare la consapevolezza su ciò che stiamo vivendo – a livello di emozioni, pensieri e sensazioni – in uno specifico momento ci aiuta ad essere più lucidi e a trovare risposte più funzionali in caso di pericolo. Il respiro ci aiuta ad abbassare il livello di allerta, attivando il sistema nervoso parasimpatico. L’ansia viene accolta e non respinta, smettendo di essere bloccante.

Naturalmente è necessario un allenamento e una pratica costante, la mindfulness non è una bacchetta magica, ma una risorsa naturale che tutti possediamo che, se viene coltivata quotidianamente in modo intenzionale, può aiutarci a superare molti momenti difficili della nostra vita.

Se vuoi iniziare a sperimentare una meditazione di mindfulness, puoi iniziare da qui