Pare che oggigiorno le persone siano talmente sotto stress che, pur non volendo mangiare troppo, non riescono a controllarsi e finiscono per farlo.

Molteplici sono le cause di stress individuale, esterne e interne. A volte sono soprattutto i pensieri che ci facciamo sulle cose a stressarci molto, non le cose in sé stesse.

Pare anche che le persone che mangiano troppo siano in costante aumento. Gli obesi, in Italia, secondo il rapporto di Osservasalute 2016, sono una persona su 10, mentre il 35,3% della popolazione adulta è in sovrappeso.

Spesso mangiamo e beviamo più del necessario per ridurre lo stress quotidiano a cui ci sentiamo sottoposti. Il cibo è infatti uno dei piaceri della vita e ci fornisce un senso di appagamento e soddisfazione.

Tuttavia, spesso questo senso di soddisfazione non dura a lungo.

L’entità del desiderio di mangiare viene stabilita prima del pasto, a seconda delle nostre condizioni psicologiche e dei nostri pensieri. Il desiderio, che segue i nostri volubili pensieri aumenta e diminuisce in continuazione.

Se ogni volta che mangiamo il nostro pensiero va a qualcosa che ci stressa, il cibo lo placa.

Facciamo un esempio. Se, durante il pasto, alimentiamo il pensiero “oggi è andata male a lavoro. Mi sento uno schifo” una volta terminato il pasto ci sembrerà che ciò che abbiamo mangiato non sia stato sufficiente, per cui inizieremo a tirar fuori altro dal frigo o ad attaccarci ai dolci.

Così ora si innescherà anche il senso di colpa per la delusione di aver ceduto e di non essere riusciti a controllarci.

Altro stress! I pasti si trasformano così dal semplice (a volte godurioso) mangiare per nutrirsi, ad un atto auto- consolatorio che nasconde lo stress legato ai nostri film mentali impedendoci di sentire la sazietà.

Che fare?

  • Spegni la TV, il cell o il Tablet mentre mangi. Infatti se spostiamo la nostra attenzione su argomenti che non hanno niente a che vedere con le sensazioni legate al cibo che stiamo mangiando, svanirà anche la sensazione legata al poco che abbiamo mangiato. Per cui mangeremo di più e più in fretta.
  • Poggia le posate mentre mangi, possibilmente tra un boccone e l’altro.
  • È importante che il tavolo e l’ambiente in cui mangi siano puliti e ordinati e
    che l’ambiente favorisca la concentrazione sul pasto.
  • Diamoci il tempo di percepire i sapori iniziando a sentire dapprima gli odori del boccone che portiamo alla bocca.
  • Un po’ alla volta portiamo l’attenzione sulla sensazione che proviamo mentre mastichiamo e sulle percezioni legate ai sapori percepiti

Questo è un esercizio di Mindfuleating che puoi provare a fare già da oggi, con il prossimo pasto. Con concentrazione, come se le sensazioni di vista, udito, tatto e gusto si raccogliessero solo all’interno della tua bocca e come se, al di fuori, non esistesse nient’altro.

Puoi iniziare con un gelato, un biscotto o, come nella tradizione mindfulness, da un chicco di uvetta passa.

Mille sapori e profumi ti si schiuderanno e ti sembrerà di aver mangiato molto più di un chicco di uvetta!