Mollare tutto e partire,

svanire nel nulla,

lasciare casa, famiglia, lavoro.

Andare, senza sapere dove,

mettendosi in viaggio,

a piedi, in treno, in moto, in autostop.

 

Sono le storie che preferiamo, nei libri, nei film, nei blog.

Ci affascina e ci spaventa il coraggio di ciò che non accade nelle nostre vite.

Ci immergiamo in quelle degli altri, alimentando personaggi nascosti sotto pelle,

ricordandoci che ci sono e accontentandoci di dar loro una trama scritta da altri

e contenuta in un format predefinito.

 

Perché non tiriamo fuori dal garage la nostra voglia di avventura?

La capacità di ricominciare, di alleggerirci dai pesi della vita,

dalle routine, dalle aspettative, dal disegno già tracciato del nostro futuro?

Potremmo cancellare programmi, accordi, impegni, appuntamenti

e diventare responsabili sopra ogni cosa di questo giorno.

 

Questo giorno in cui siamo vivi,

pieni di desideri,

di sogni,

di possibilità.

Responsabili di renderli reali.

Proprio ora.

 

Proviamo a non viverla come una scelta egoistica,

quanto è ecologica una prospettiva in cui ognuno si prende cura di sé in ogni momento?

che impatto ha sul sistema sociale, familiare, aziendale?

Persone più felici, più leggere, più vive, possono forse danneggiarsi reciprocamente?

Siamo così sicuri che i nostri figli, i nostri partner, i nostri capi ci preferiscano assopiti e sotto controllo?

Essere responsabili dei nostri sogni ci impedisce forse di essere rispettosi dei sogni e dei bisogni altrui?

 

Se ci dessimo il permesso di interrompere anche solo per qualche ora il racconto di noi,

imparato a memoria negli anni, rafforzato da chi non ci vuole diversi, incorniciato da titoli e riconoscimenti.

Se provassimo a spegnere intenzionalmente i collegamenti con ciò che già conosciamo,

provando ad immergerci nel mondo, senza paracadute, senza cellulare, senza mappa.

Cosa accadrebbe, cosa potremmo scoprire o diventare?

Forse che la paura di perdersi sa incontrare il desiderio di smarrirsi!

 

Ogni giorno la vita ci dà l’occasione di partire per una avventura.

Dentro e fuori di noi.

Un viaggio dai confini incerti e dalle mille sorprese.

 

Non si tratta quasi mai di lasciare casa, lavoro e famiglia.

Si tratta innanzitutto di lasciar andare una parte di sé.

Questo è il lavoro più difficile e il più trasformativo.

 

La mindfulness ci insegna ad avere coraggio,

ad affrontare i rischi dell’ignoto,

a navigare a vista nell’incertezza senza pretendere di chiuderla in una definizione.

Ci aiuta ad accorgerci di quando torniamo ai vecchi copioni,

provando a perdonarci e a guardarli con gentilezza e compassione.

Amandoci nell’imperfezione e lasciandoci scrivere un nuovo finale.