La pratica di mindfulness è sicuramente un viaggio, un viaggio in cui partiamo con l’intenzione di scoprire noi stessi e il mondo con una attenzione vigile, aperta e curiosa.

È un viaggio in cui proviamo a non darci una destinazione ma la troviamo ogni giorno, vivendo ogni momento con uno sguardo bambino e genuino, non condizionato dai viaggi precedenti e non proiettato su quelli futuri.

Ma anche viaggiare, senza destinazione con una intenzione chiara di metterci in contatto con nuovi luoghi del nostro mondo, interno ed esterno, aperti a ciò che viene, senza aspettative e senza pretese, è una pratica di meditazione.

Tra le più belle oserei dire, ed ecco come potremmo concretamente realizzarla.

Innanzitutto non è necessario avere a disposizione un periodo lungo, anche un giorno, o addirittura un’ora può diventare un viaggio. Come si fa?

Ecco 10 consigli importanti per poter partire per un viaggio mindful anche se hai poco tempo

1. Ricordiamoci che quello che stiamo per vivere è del tutto nuovo, mai esistito prima.
2. Prendiamo consapevolezza del fatto che, qui e ora, abbiamo il potere personale di scegliere di partire.
3. Non giudichiamo a priori il viaggio che stiamo per fare, confrontandolo con altri viaggi magari più lunghi o più esotici.
4. Connettiamoci ai nostri desideri, ascoltiamoli, facciamo spazio, respiriamo: cosa emerge?
5. Scartiamo quei desideri-trappola in cui tutto dipende da qualcun altro o qualcos’altro e focalizziamoci sui desideri in cui noi possiamo essere i protagonisti del nostro viaggio.
6. Notiamo, accogliamo e lasciamo andare gli antagonisti, quei personaggi interni (paure, dubbi, sensi di colpa, …) o esterni (pochi soldi a disposizione, poco tempo, qualcuno che arriccia il naso, ci sconsiglia, ci frena, …) che potrebbero ostacolare la realizzazione del nostro viaggio.

viaggio stazione

 

7. Trasformiamo il desiderio intenzione, accendiamo cioè per primo il motore interno, quello che ci renderà in grado di agire concretamente e lucidamente in coerenza con il nostro desiderio per trasformarlo in realtà.
8. A questo punto, prepariamo un bagaglio leggero, concentriamoci sull’essenziale, alleggeriamo mente, corpo e cuore da ciò che è superfluo, frutto di automatismi, abitudini, copioni rigidi.
9. Non importa se partiamo a piedi, in bici, in moto (il mio viaggio preferito!), in treno, in auto, in nave, in aereo … fermiamoci per un attimo a ringraziare il mezzo che ci consentirà di realizzare il nostro viaggio, prendiamocene cura, dedichiamogli una attenzione gentile.
10. Infine, non dimentichiamo di aprirci all’incontro con l’altro, con chi ci sta accanto e condivide la stessa intenzione o con chi troveremo per caso sulla strada, apriamoci alle diverse storie, culture e tradizioni che avremo l’occasione di incrociare, apriamoci agli ambienti, ai paesaggi e agli scorci che il nostro sguardo o il nostro cuore acceso ci permetteranno di notare, attraversare, vivere.