Ti sei mai chiesto cosa significa per te vivere la vita che desideri? E quali sono i tuoi desideri?

Proprio ora che andiamo verso la fine dell’anno è il momento per farlo.

La maggior parte delle persone non se lo chiede e passa la propria vita a sopravvivere anziché a VIVERE.  Sino ad un certo punto in cui, le delusioni, le occasioni perse, i treni che non passeranno più e le insoddisfazioni ci sommergono. Volgendoci indietro, ci troviamo a guardare la nostra vita come se fossimo stati una comparsa e non l’attore principale del film della nostra vita.

Cosa ci blocca? Sono le convinzioni che abbiamo che ci portano ad avere i più comuni condizionamenti che letteralmente ci incatenano.

Ti faccio degli esempi:

  • paura del giudizio altrui
  • paura di non essere all’ altezza
  • vergogna
  • incertezza nel prendere una decisione

Ogni giorno ci terrorizziamo con alcuni o tutti questi pensieri con il solo scopo di proteggerci da paure che molto spesso sono solo immaginate ma ci creano ansia e stress.

Nella maggior parte dei casi sono le nostre convinzioni a trasformare un problema in una prigione da cui non riusciamo ad evadere.

Cosa ci danno le convinzioni che tutti abbiamo? Quel senso di certezza, di sicurezza. Sono le risposte automatiche che diamo di fronte ai nostri pensieri e a ciò che accade. Come se fosse l’unica reazione possibile.

Rispondiamo sempre ciò che siamo abituati a dire e a fare. Se per esempio ci hanno cresciuto ripetendoci che non siamo bravi abbastanza nei lavori manuali, noi risponderemo in maniera automatica vergognandoci di ciò che manualmente potremmo fare e difficilmente ci cimenteremo in un qualsiasi lavoro manuale dichiarando che “non è per noi” o non siamo portati!

Come possiamo iniziare ad osservare i nostri pensieri e le risposte automatiche ad essi?

Come possiamo riflettere su cosa desideriamo davvero dalla nostra vita e da noi stessi?

Iniziando con il portare semplice attenzione a ciò che pensiamo proprio qui, proprio ora e creando dentro di noi una finestra di consapevolezza da cui si apriranno nuove possibilità e punti di vista alternativi.

Possiamo iniziare con il metterci in contatto con le sensazioni del nostro respiro senza dare subito una risposta. Questo ci offre un immediato senso di sollievo e centratura.

Il modo per coltivarlo è l’allenamento alla presenza mentale, ovvero la meditazione mindfulness attraverso cui ci si allena a prestare attenzione, in modo intenzionale e non giudicante alla nostra intera esperienza, momento dopo momento.

Più alleno la mia capacità di presenza mentale, più mi renderò conto delle mie reazioni automatiche e delle convinzioni che mi dominano.

Possiamo così far spazio, nel nostro interno, mente e corpo, ai nostri desideri e ad una vita più soddisfacente, cercando di andare verso i nostri desideri e non i soliti pensieri che ci incatenano.