L’adolescenza per i ragazzi è come un trasloco. Come genitori si può fare qualcosa? Sì, la Mindfulness ve ne suggerisce tre

Quando i bambini sono piccoli e le notti sono brevi non si vede l’ora che crescano. Le poppate notturne. I continui pianti senza capirne il motivo. I pannolini cambiati durante la giornata. Crescendo poi arriva l’adolescenza e si iniziano a rimpiangere le notti insonni.

Questa fase della vita viene definita come ‘’il passaggio dal bambino all’adulto’’. Personalmente lo vedo più come un trasloco, che forse rende meglio l’idea della difficoltà che comporta. Esattamente come durante il trasloco, arriva un momento in cui non sentiamo più di avere una casa. Quella vecchia è ormai vuota ma in quella nuova non riusciamo a trovare le nostre cose.

Ecco, l’adolescenza è confusionale, disordinata, caotica. Una fase di profondo cambiamento e messa in discussione di sé stessi e degli altri.

 Gli adolescenti non stanno cercando in ogni modo di rovinare la vita ai propri genitori. Sono esseri umani che davanti all’instabilità del loro corpo e della loro psiche rispondono con l’instabilità del loro comportamento. Davanti alla sfida di crescere cercano un loro spazio e una loro posizione, anche attraverso lo scontro con le figure di riferimento.

È difficile per loro verbalizzare quello che provano perché i sentimenti sono tanti e contrastanti. Risulta complicato identificarsi perché sono in una fase di creazione di identità e i loro amici, fino ad allora fonte di sostegno, stanno attraversando la stessa fase.

Come genitori si può fare qualcosa? Sì, la Mindfulness ve ne suggerisce tre.

  1. Non rispondere all’emotività con la stessa emotività. Se rispondiamo alla rabbia con la rabbia, all’ansia con l’ansia, all’impeto con l’impeto, ci ritroveremo velocemente bloccati. Bloccati dal carico emotivo che i figli portano sul tavolo e i genitori raddoppiano. La Mindfulness vi invita ad accogliere le emozioni dei vostri figli senza farvi travolgere da esse. Solo così riuscirete a far vedere loro che è possibile provare determinate emozioni senza però restarne intrappolati.
  2. Coltivare la fiducia. Come ci insegna la Mindfulness, è fondamentale imparare a coltivare la fiducia che quello che si vede è solo un pezzo, una fase, un momento. I figli sono molto di più di quello che l’adolescenza rappresenta per loro. Se i genitori riescono a vederlo in maniera molto chiara permetteranno anche ai figli di notare uno spiraglio di luce.
  3. Non bisogna per forza dire la cosa giusta. I genitori si rifugiano nei libri, nei consigli, nell’istinto per poter dire la cosa giusta al momento giusto. La verità è che certe volte i figli vogliono solo essere ascoltati. Non vogliono il consiglio miracoloso che gli cambi la vita. Vogliono piuttosto poter esprimere liberamente quello che sentono, quello che vivono, quello che provano. Provate ad ascoltare senza giudizio – come ci allena a fare la pratica di Mindfulness – e senza mettervi in una posizione di superiorità rispetto a loro. Vedrete cosa può succedere.

Questi sono tre piccoli suggerimenti per migliorare il rapporto con i vostri figli in una fase così delicata come l’adolescenza. Migliorare e non perfezionarsi perché i genitori, tutti quanti, non sono perfetti e va bene così.

Questa età, forse più da qualunque altra, mette in luce le imperfezioni, i problemi irrisolti, le difficoltà e le insicurezze che ogni genitore affronta. Ma va bene così.

Non dovete essere perfetti per essere dei bravi genitori, basta ricordarsi di essere umani così come lo sono i vostri figli. Sviluppando una maggiore accettazione e apertura verso le vostre imperfezioni, riuscirete ad essere più accoglienti anche con quelle dei vostri figli.