“Yoga citta vrtti nirodha”

(lo yoga è la cessazione dei turbini della mente),

Patanjali – Yoga Sutra 1,2

 

Mindfulness e Hatha Yoga sono pratiche affini che si compenetrano da migliaia di anni, possono quindi essere affiancate, sovrapposte e utilizzate congiuntamente per rinforzare la nostra coscienza nel vissuto della nostra quotidianità.

La parola Yoga significa unire, integrare le nostre varie componenti (fisica, energetica, emotiva, mentale) per intraprendere un cammino di liberazione dal predominio della mente dispersiva (si direbbe che la qualità della mente non sia mutata molto nel giro degli ultimi 2500 anni!)

C’è quindi una grande relazione tra Hatha Yoga e Mindfulness.

Quando si prova a tessere le pratiche di mindfulness nell’ordito di una lezione di yoga si avvia un’esperienza illuminante perché la familiarità col corpo dello yoga può aprirci ad una relazione sempre più concreta, esplorativa e profonda con noi stessi. 

La dimestichezza con il respiro che si sviluppa con le pratiche yogiche è la chiave che ci aiuta a entrare in una relazione profonda e amorevole con noi stessi.

Quando sul tappetino, durante una lezione di Mindful Yoga, ci si ferma nell’immobilità dell’asana si avvia un processo interessante e coraggioso in cui è necessario cominciare un’opera di negoziazione con il proprio corpo per raggiungere una posizione che sia stabile e rilassata, in cui sentirsi radicati, tonici, ma non contratti.

Significa imparare a sviluppare un ascolto profondo delle sensazioni, un atteggiamento paziente, mai aggressivo, che favorisca il fluire di un’energia buona e nutriente che alimenti profondamente i tessuti, gli organi, il sistema nervoso centrale.

La pratica yoga propone la via del corpo perché “tutto è corpo”.

È indispensabile passare dal corpo, attraverso la coscienza del corpo, per accedere all’esperienza dell’Essere.

Gérard Blix – Il filo dello Yoga

Laddove c’è tensione, insegna lo yoga, non può scorrere l’energia.

Ed ecco che durante la pratica di Mindful Yoga si impara a sentire e lasciare andare, a registrare, senza farsi travolgere, le richieste pressanti di una mente giudicante che vorrebbe spingerci sempre oltre i nostri limiti per ottenere una forma più aggraziata, allineata, tonica.

Le pressioni della mente sul corpo sono costanti: per buona parte delle nostre giornate subiamo ritmi indiavolati in cui il corpo non è che un mezzo per raggiungere i nostri fini.  Quante volte ci alziamo al mattino senza esserci concessi il tempo di svegliarci, ci nutriamo di fretta senza assaporare il cibo, corriamo tra un’incombenza e l’altra senza ricordarci di fare delle pause e rispettare il ritmo lento e naturale del nostro corpo.

I ritmi del corpo non sono uguali a quelli della mente

E se questo principio valeva 2500 anni fa, oggi è ancora più significativo se ci rapportiamo alle nostre menti occidentali, costantemente sottoposte a sollecitazioni multiple che ci fanno affermare, a volte con orgoglio, di essere creature multi-tasking …

Yoga e mindfulness (Mindful Yoga) sono pratiche rivoluzionarie perché contrariamente a tutti i diktat performativi della nostra epoca proclamano la cultura della pausa, dell’ascolto, dell’accoglienza, dell’essere.

Ci invitano ad essere forti, eroici, coraggiosi, ma allo stesso tempo gentili e pazienti senza cercare di ottenere risultati e benefici immediati, ma imparando a godersi il processo, lento e sorprendente della trasformazione.

Bibliografia:

  • Patanjali, Yoga Sutra, a cura di L.V. Arena, Bur Edizioni
  • Gérard Blitz, Il Filo dello Yoga, Ed. La Parola
  • Antonio Nuzzo, I doni dello Yoga per praticare una vita piena, Morellini Editore