Siamo tutti un po’ ansiosi? La risposta è sì, perché provare ansia è parte della vita, tutti abbiamo la nostra parte di ansia.

A livelli moderati l’ansia serve a stimolarci e a motivarci. Vi sono dei casi però in cui diventa troppo intensa e invadente. Inizia ad essere un vero e proprio disturbo fino a rendere difficile il quotidiano, minando la qualità della nostra vita sociale e personale.

Come l’antica divinità romana, Giano, anche l’ansia ha due volti.

Con uno può sconvolgere l’esistenza di una persona e di chi le stà vicino; con l’altro volto favorisce e spinge il miglioramento e preme per raggiungere i propri obiettivi.

Quale la linea di confine tra ansia sana e patologica?

La linea di confine tra ansia normale e patologica risiede nella quantità piuttosto che nella qualità.

Ad esempio non è patologico tenersi puliti, prendersi cura della propria salute o essere un po’ angosciati per la malattia di una persona cara.

L’ansia è patologica quando la persona diventa esageratamente attenta all’igiene personale e trascorre gran parte del tempo a lavarsi e ri lavarsi, anche se si rende conto di essere esagerata. Oppure quando la persona è talmente angosciata e terrorizzata dall’idea di contrarre un virus o una malattia, in tema in questi nostri giorni, da arrivare a condurre una vita ritirata, senza rapporti sociali.

Non è scritto nel destino di una persona che debba essere ansiosa o piena di fobie e insicurezze per cui la vita diventa un percorso fatto di ostacoli da evitare. Sono diverse le tecniche che possiamo imparare per fargli fronte.

Come la mindfulness può venirci in aiuto?

Partendo da ciò che affermava A. Lowen “The only way out is down”, cioè la vera via di uscita dalle soluzioni non è la fuga ma approfondire il problema per comprenderlo meglio, la mindfulness ci può aiutare a percorrere, anzichè la strada dell’evitamento, la strada della consapevolezza.

Esercizio della sensazione ansiosa

Quando senti montare la sensazione di ansia vedi se riesci a prendere consapevolezza delle tue reazioni. Cosa l’ha scatenata? In quei momenti è utile verificare cosa ti sta passando per la testa, percependo il tuo stato d’animo. Fermati un momento e poniti le seguenti domande:

  • Che cosa sta succedendo nella mia mente?
  • Che sensazioni fisiche sto provando?
  • Quali reazioni mi rendo conto di provare?

Se scopri di sentirti travolto o frustrato è probabile che tu sia nella reazione automatica del dover fare qualcosa per non sentirti così.

Prova ad accettare che alcune esperienze della mente possono essere sgradevoli e ci può essere tanta turbolenza fatta da frustrazione, ansia e una certa rabbia.

Cerca di non mandarla via, stai eretto, respira.

Prova ad essere presente e ad accettare che questo è un momento della tua vita.

Pian piano diventerà sempre meno probabile che queste sensazioni si espandano in vortici incontrollabili e diventerà sempre più chiaro quale sia la strada da prendere per non vivere facendo lo slalom tra gli ostacoli della nostra vita.

Lascia andare ogni cosa tranne questo preciso istante

Promettiti di lasciarti alle spalle il lavoro

e i pensieri sulla gioventù che è trascorsa

o sulla serata che sta arrivando.

Segui il respiro e basta.

Inspirando porta la tua piena attenzione all’inspirazione,

espirando, porta la tua piena attenzione all’espirazione,

lasciando che siano come sono

senza cercare in alcun modo di cambiarle.

 (Rosenbaum E. “Here for now”, 2007)